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21:00 -

Uto Ughi

I Filarmonici di Roma

Stradivari vs Guarneri del Gesù

Luigi Boccherini (1743 – 1805)
Sinfonia in re minore op. 12 n. 4 “La casa del diavolo”

Andante e Ciaccona
Fritz Kreisler (1875 – 1962)
Preludio e Allegro nello stile di Pugnani

Antonio Vivaldi (1678 – 1741)
Concerto in mi minore per violino e archi “Il favorito” RV 277

Henryk Wieniawski (1835 – 1880)
Polonaise brillante

Henryk Wieniawski
Fantasia su temi del Faust di Gounod op. 20

Pablo de Sarasate (1844 – 1908)
Carmen Fantasy

 

In alcune interviste pubbliche li ha paragonati a Raffaello e Caravaggio: entrambi sommi e geniali, ma dalle caratteristiche diverse. Sono i due meravigliosi violini di Uto Ughi, capolavori di altrettanti Maestri della liuteria classica cremonese: Antonio Stradivari e Giuseppe Guarneri del Gesù. Entrambi appartenuti a straordinari virtuosi del passato: a Rodolphe Kreutzer lo Stradivari, ad Arthur Grumiaux il Guarneri. Ughi, che ne è oggi il privilegiato possessore, li mette a confronto in questo concerto, ed è come mettere a confronto due scuole, due stili, due “mondi”. Dopo l’introduzione affidata all’orchestra, che propone due movimenti dalla suggestiva Sinfonia “La casa del diavolo” di Boccherini, il solista impegna lo Stradivari sulle note del Concerto “Il favorito” di Vivaldi e del Preludio e Allegro composto da Fritz Krisler ripensando alle armonie di uno dei campioni della scuola violinistica settecentesca, Gaetano Pugnani. Il titolo “Il favorito” manifesta la predilezione per il Concerto RV277 da parte dell’autore stesso o forse dell’imperatore Carlo VI (pubblicato nell’op. XI del 1729, il lavoro è infatti presente anche nella raccolta manoscritta La cetra offerta da Vivaldi al sovrano un anno prima). Si tratta dunque di un titolo impegnativo, ma che trova puntuale riscontro nell’eccellenza dell’invenzione e nella fattura preziosa dell’opera. Del resto la perfezione formale, l’ampio respiro, la superba e introspettiva eloquenza, la ricchezza del linguaggio cromatico, l’aristocratica intensità espressiva e l’elaborazione compositiva implicano un registro retorico particolarmente elevato; tanto che, in qualche modo, il lavoro si pone come una sorta di idealizzata quintessenza del più maturo Concerto vivaldiano.
Nella seconda parte il suono potente, anzi poderoso del Guarneri del Gesù viene messo alla prova con due pezzi di bravura di Henryk Wieniawski, il Paganini polacco: Polonaise brillante e Fantasia su temi del Faust di Gounod. Chiusura pirotecnica con la Carmen Fantasy di Pablo de Sarasate.

Uto Ughi suona i violini:
Antonio Stradivari “Kreutzer” 1701
Giuseppe Guarneri del Gesù “ex Grumiaux” 1744